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Il Paese
Tra storia e natura

Superficie Kmq 3,67
Altitudine m 507
Abitanti 498

Poco discosto dal torrente Pioverna, che entra nella forra della Val Muggiasca per sfociare nel Lago di Como a Bellano, sorge Taceno, ai piedi del Monte Croce di Mùggio e del Cimone di Margno; di fronte svettano le guglie del Sasso Mattolino, propaggine delle Grigne.

La prima testimonianza riguardante il paese si trova in un codice della fine del XIII secolo, nel quale si cita la chiesa di S. Maria in "Taxeno"; ma la località, forse sviluppatasi da una cascina, deve avere origini più antiche, data la sua ubicazione nel punto di biforcazione delle strade dirette verso Bellano da una parte, Casargo e Premana dall'altra. Il primo percorso soprattutto era molto frequentato; nel 1636 vi passò anche l'esercito del duca di Rohan, fermato poi a Lecco.

Intorno alla metà del XV secolo, durante le guerre promosse da Venezia per assicurarsi il dominio della valle, Taceno fu sede di una podesteria e, dal 1575 al 1577, di una vicepretura, trasferita poi a Cortenova. In queste occasioni il borgo appare come il luogo di coagulo degli interessi di quella che viene storicamente definita l'Alta Valsassina. Nel 1757 vi fu istituita una delle due cancellerie della valle, mentre col Regno d'Italia divenne sede del Cantone della Valsassina, trasferita poi, col nome di distretto, ad Intròbio, a partire dal 1819. Nel 1917, durante l'emergenza bellica, venne sorvegliato il ponte di Taceno, dov'era la presa d'acqua della Società Elettrica Briantea. Nel 1944 il paese fu interessato alle azioni partigiane e nell'ottobre dello stesso anno ad un rastrellamento italo-tedesco.

Nel XVIII secolo gli abitanti, che usavano trasferirsi per lavoro a Venezia, avevano raggiunto una certa agiatezza, com'è attestato dai ragguardevoli donativi alla chiesa divenuta parrocchiale a partire dal 1406. L'edificio fu ricostruito negli anni 1740-1743 a pianta centrale, mentre il campanile del 1631-1634 fu rialzato al principio del Settecento con un'agile loggia. La cupola reca una Gloria della Vergine dipinta nel 1864 da Giovan Maria Tagliaferri; nel presbiterio si trovano due quadri ottocenteschi e un Crocefisso di Giovanni Bellati (1745-1808), che forse eseguì anche le belle tele della Via Crucis. Degni di nota due confessionali intagliati del 1725 e una statua dell'Assunta anteriore al 1630. All'interno si trova anche un antico organo costituito da 619 canne.
Sulla piazzuola antistante, contornata da cappellette, di fronte ad un recente portico, sorge il neoclassico oratorio della Confraternita del Santissimo (1855), con dipinti del Tagliaferri. Un Buon Pastore affrescato sulla canonica viene attribuito a Marc'Antonio Brugora. introbiese della fine del XVI secolo. Nell'abitato si può ammirare infine qualche buon dipinto murale settecentesco, oltre alle antiche case di via Stoppani e di via Chiarello.

Il Paese è la base di partenza per raggiungere tutta l'alta valle fino a Premana oppure per scendere fino a Bellano e quindi percorrere la riva orientale del Lago di Como.
Coloro che amano fare lunghe passeggiate possono arrivare fino a Parlasco percorrendo l'antica mulattiera della "Bissaga", raggiungere Vendrogno lungo il sentiero che passa dalla frazione di Comasira oppure il comune di Margno attraverso la mulattiera della "Bagnala".
Il tratto del torrente Pioverna che costeggia il paese è uno dei tracciati preferiti per gli amanti della pesca sportiva.
Poco distante dal Paese si trova Tartavalle, una volta stazione termale rinomata per le acque curative.
Parte del territorio è ricompreso nel Parco regionale della Grigna Settentrionale.


“Luoghi non comuni: una finestra sul passato. “

Gli affreschi sui muri del paese raccontano la storia di Taceno
Nel vecchio nucleo tredici «finestre sul passato» perché il ricordo non sbiadisca. Immagini, volti e lavori che rimandano ad un lungo periodo della cultura alpina.

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Chiesa di Santa Maria Assunta

00 Taceno bellissima 900 AF

Conoscere, conservare, tramandare

La chiesa di S. Maria Assunta, incorniciata da un paesaggio antropico e naturale tra i più suggestivi della Valle, è indubbiamente uno dei monumenti più significativi del territorio valsassinese e uno dei più interessanti dal punto di vista artistico. Ben merita perciò questa agile guida che, nell’offrire a tutti la fruizione diretta di un tassello di arte e di storia, ne permette una sincretica e immediata conoscenza attraverso un dettato accessibile ad un pubblico il più vasto possibile. 
Questo opuscolo sulla chiesa di S. Maria Assunta, pubblicato in occasione della conclusione dei restauri, vuole far uscire dall’oblio il nostro patrimonio storico-culturale e, nel contempo, rendere omaggio a coloro che ci hanno preceduto, nei quali forte era il senso di appartenenza alla comunità e il desiderio di realizzare qualcosa che potesse rimanere nei secoli. Destinatari principali sono i cittadini di Taceno, che certamente già“sanno” e “conoscono” per consuetudine con i luoghi, per tradizione, ma ai quali ora viene offerta la possibilità di “sapere” e di “conoscere” in modo più consapevole. Riscoprire le radici e identificarsi in un passato che ci appartiene, sarà per noi motivo di orgoglio e di stimolo a procedere verso il futuro, ricercando modi nuovi e intelligenti di valorizzare un territorio così bello e delle testimonianze storico-artistiche così importanti.
Il modo migliore per conservare questa eredità è conoscerla, valorizzarla, sentirla come propria: solo così potremo assicurarne la trasmissione alle nuove generazioni, nella prospettiva di un futuro coerente con le nostre radici e costruito sulle solide basi di una memoria condivisa.
Un particolare ringraziamento a Marco Sampietro che ha favorito la realizzazione di questo opuscolo.

Marisa Fondra
Sindaco di Taceno 

pdf LA CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA - Storia, arte, devozione, restauro (35.52 MB)  (Marco Sampietro)